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La formazione del dipendente è un obbligo anche e soprattutto nel cambio di mansione

Il D.Lgs. 81/2008 (rinnovato dal D.Lgs. 106/2009) impone al datore di lavoro di predisporre tutte le misure necessarie per proteggere la salute e la sicurezza del dipendente che esercita qualsiasi attività all’interno dell’azienda.
A tal fine sono fondamentali la formazione, l’informazione e l’addestramento che rappresentano percorsi necessari per i lavoratori, affinché apprendano le regole e le metodologie che fanno parte del sistema prevenzionistico.


Attraverso la formazione si insegna ai lavoratori quel complesso di nozioni e procedure indispensabili per il conseguimento delle capacità che permettono loro di lavorare riducendo i rischi e tutelando la sicurezza personale.

Con l’informazione i lavoratori imparano a riconoscere i rischi presenti in azienda e, tramite l’addestramento, si esercitano ad utilizzare in modo pratico e corretto le attrezzature, i macchinari, i dispositivi e tutte le strumentazioni che servono per le fasi di lavoro o per gli interventi resi necessari dalle situazioni di rischio.

Sono questi step fondamentali alla base dell’inserimento dei lavoratori all’interno di un’azienda, che vanno rinnovati e ripetuti nei casi in cui il dipendente dovesse cambiare mansione all’interno della stessa struttura.


Quante volte, all’interno di una società di gestione, a un lavoratore a cui è stata affidata la mansione – ad esempio – di caricatore viene affidato un ruolo tecnico, che implica procedure diverse e l’uso di apparecchiature nuove per lui. In tal caso, il datore di lavoro ha l’obbligo di sottoporre il dipendente ad un ulteriore percorso formativo, che lo metta nelle condizioni di lavorare in sicurezza anche nel nuovo ruolo assegnatogli.

Va tenuto presente che tali disposizioni si applicano anche nel caso in cui la persona stia svolgendo un periodo di apprendimento all’interno dell’azienda, ovvero stia apprendendo un mestiere, anche senza ricevere alcuna retribuzione.

Cosa accade se il datore di lavoro viene meno all’obbligo di formazione in materia di sicurezza sul lavoro?
Il datore di lavoro che non provveda ad una adeguata formazione del lavoratore sulle mansioni da svolgere rischia una sanzione di minimo 1.200 euro per mancata applicazione delle norme sulla sicurezza sul lavoro. E ciò vale sempre e in ogni caso, anche quando il lavoratore cambia mansione all’interno dell’azienda.
Una recente sentenza della Cassazione (n. 26813/2020) ha infatti stabilito che l’aggiornamento della formazione è altresì indispensabile, quando al lavoratore viene assegnato un ruolo diverso per il quale va preparato.
Inoltre, se la sanzione non viene pagata entro i termini stabiliti (30 giorni) o la mancata formazione non viene risolta entro 10 giorni, il datore di lavoro rischia di essere sottoposto a procedimento penale.

 

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